LA STORIA

L’Istituto Statale d’Arte “Duccio di Buoninsegna”, unico per la provincia di Siena, discende dall’’Accademia di Belle Arti inaugurata il 16 Settembre 1816 sulla base di un decreto esecutivo emanato dal Granduca di Toscana Ferdinando III.

L’istituzione nasce dall’ impulso e l’interessamento di un pittore molto apprezzato: Giuseppe Colignon, che ne diventa il primo Direttore e  vi rimane 11 anni. La sua importanza cresce durante il secolo XIX, fino a quando il Direttore Luigi Mussini, nella seconda metà dell’800, ne organizza l’insegnamento secondo il canone dell’antica “bottega” rinascimentale suscitando l’ammirazione internazionale e permettendo alla scuola di avere rapporti con artisti di fama internazionale quali, per esempio Ingres o D’Azeglio.

Durante questo felice periodo la didattica è arricchita dal contributo di numerosissimi artisti quali Francesco Nenci, Giuseppe Pianigiani, Angelo Visconti, Amos Cassioli, Giorgio Bandini, Cesare Maccari, Alessandro Franchi, Gaetano Marinelli, Riccardo Meacci, Cristiano Banti e  Arturo Viligiardi.

L’Accademia è visitata da numerosi artisti italiani e stranieri che ne vivacizzano l’insegnamento, mentre i cittadini senesi più abbienti la arricchiscono con donazioni formando quel ricco patrimonio bibliografico e figurativo che, in parte, è andato a costituire il nucleo principale della Pinacoteca Nazionale di Siena.

Nel 1893 Alessandro Franchi risulta essere Direttore del Regio Istituto Provinciale d’Arte di Siena e esso rimarrà, con questa struttura, fino alla prima guerra mondiale.

Nel 1932  la scuola, con un decreto ministeriale, prende il nome di istituto Provinciale d’Arte di Siena, il Direttore è l’architetto  futurista Virgilio Marchi che ne consacra la rinascita rendendola molto simile a quella attuale.

Dal 4/02/2010 la riforma Gelmini ,di fatto, trasforma questa lunga esperienza professionale in Liceo Artistico. Le forti radici sul territorio e le competenze professionali di cui disponiamo ci permettono di rispondere in modo adeguato all’ennesima sfida: trasformare lentamente il nostro Istituto mantenendo la specificità degli indirizzi di insegnamento che hanno contribuito alla conoscenza e al riconoscimento del nostro operato e che ci rendono interlocutori  apprezzati.

Nel 1959 l’Istituto diventa Istituto Statale d’Arte “Duccio di Buoninsegna”, sotto la direzione dell’architetto Primo Giusti. Da allora, figure carismatiche quali Enzo Carli, Otello Chiti, Plinio Tammaro, si avvicendano nella Presidenza e nella Direzione dell’Istituto.